Peccati di gola..

Nell alto tirreno cosentino si mangia "mediterraneo", ovviamente. Ma oltre ai classici spaghetti, agli ortaggi, al profumato olio d'oliva e al pesce "dal mare al tegame", qui non si può fare a meno di gustare specialità che altrove è ben difficile trovare. Il cedro, in primis: il meraviglioso frutto della terra che solo qui attecchisce, è materia prima irrinunciabile per la produzione di gelati, granite, dolce, sciroppi e liquori che, se proprio non sono adatti al mantenimento della linea, sono leccornìe da assaggiare anche "una tantum" . Sarebbe un vero peccato, difatti, soggiornare in riviera e non fermarsi a Santa Maria del Cedro o a Diamante, località dove peraltro si producono le maggiori quantità del prezioso agrume, con la migliore qualità esistente al mondo. Ma questa zona è conosciuta anche per il peperoncino (u' cancarieddu), che dev'essere piccante come l'estate che ognuno sogna di vivere. Spaghetti aglio olio e peperoncino(con la variante del pangrattato e delle "alici salate" o della "rosamarina" di questo mare) riescono, qui, ad avere un sapore che altrove può essere solo immaginato. Il peperoncino, inoltre, viene utilizzato in molte preparazioni tipiche della riviera a base di carni (salsicce, soppressate, capicolli) e di pesce (la citata "rosamarina" che altro non che il novellame, sempre più prezioso per via delle limitazioni imposte alla pesca, nonchè "le alici salate" pressate dentro i "cugnietti", tipici vasi di coccio smaltato). Il vino che si può bere da queste parti, se non si è snob e si cerca soltanto quello "firmato", è di eccellente qualità e anche adatto alla dieta mediterranea: vinelli rosati di Maierà, Buonvicino e Sant'Agata d'Esaro o anche bianchi di Marcellina, ma anche vini più "tosti" come quelli che a Verbicaro chiamano "l'inchiostro" e che viene bevuto, anche nelle serate d'estate, nei "catuoi" (tipiche cantine del posto) per accompagnare sfiziosi convivi a base di stoccafisso, pane di granturco e i classici "pipi abbrusculiati" (peperoni secchi fritti nell'olio bollene). Il pesce è, ovviamente, fresco e nella tradizione locale viene preparato in mille modi, finanche utilizzando il succo del cedro. Nei ristoranti della riviera si possono gustare le più prelibate zuppe a base di pesci "di scoglio". Tra i legumi, meritano un pò di fama (tra chi ha fame...) i fagioli detti "poverelli", che si possono reperire a Papasidero, dal sapore intenso ma delicato, ottimi da soli o con le "lagane" fatte a mano e con l'immancabile peperoncino. E qui parliamo di pasta: i "fusilli" sono nati qui e si fanno rigorosamente col ferretto, per essere poi conditi con gli ottimi ragù di carne di capra o di maiale, e le già citate "lagane" (tagliatelle) devono essere di spessore non sottile e prodotte con farina di grano duro. Dalle montagne, nella tarda estate, possono arrivare i funghi, che alcuni usano per sofisticate ricette "mare-monti". Ma il nostro alto tirreno cosentino, in fatto di gastronomia, non finisce mai di stupire: chi assaggia i fichi secchi e le sue varianti(le "crocette" ripiene di noci e cedro candito o quelli ricoperti di cioccolato fondente oppure di zucchero e cannella) resta estasiato. E' pur vero che le calorie aumenteranno, ma sono peccati di gola che potranno essere perdonati (d'inverno si potrà recuperare in palestrea...). Buon appetito...
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