Il Redentore guardava lontano...

La statua del Cristo Redentore posta sul Monte San Biagio domina tutto il Golfo di Policastro. Non siamo a Rio de Janeiro, ma a Maratea, unica propaggine della Basilicata (a qualcuno piace definirla Lucania) al mare, tra la Calabria e la Campania. Grotte, ruderi di castelli, ben 44 chiese, un centro storico ben conservato e caratterizzato da palazzi nobiliari fanno di Maratea una delle realtà turistiche più importanti d’Italia, sin dai tempi della borghesia dei “cummenda” nei “mitici” anni sessanta, quando l’industriale tessile Rivetti (che a Maratea ancora ricordano affettuosamente come il “conte Rivetti”) vi insediò la prima fabbrica dell’era postborbonica e all’epoca vi lavorava, per conto della IBM, un certo ing. Luciano De Crescenzo. Oggi De Crescenzo fa lo scrittore e l’umorista e la fabbrica non c’è più, come non c’è più il conte Rivetti, che fece erigere la statua del Cristo Redentore, alta 22 metri, per grandezza seconda soltanto a quella più nota in terra brasiliana. Per raggiungere il sito sono state realizzate delle rampe d’accesso sospese nel vuoto. Il panorama che si gode da lassù è straordinariamente unico: il mare, la costiera cilentana, le grandi montagne della terra lucana, verso la quale il Cristo si rivolge a protezione e “benedizione”, con le braccia aperte, secondo le intenzioni del conte. In mezzo secolo sono cambiate tante cose, ma ciò che è rimasta immutata è la bellezza di questo luogo che è stato fortemente salvaguardato dalla barbarie della speculazione edilizia dei decenni successivi. Ci sono molte affinità tra la costa di Maratea e quella ligure. La strada che da Marina di Maratea conduce a Sapri tra l’odore dei carrubi e degli eucalipti, tra gli orti e le case bianche e rosa, coi muretti a strisce bianche e nere e i treni che fanno capolino dalle attigue gallerie, passa per Cersuta e Acquafredda, le più incantevoli località di tutto il territorio comunale, che parte dal canale di Castrocucco, al confine con la Calabria, e termina al Canale di Mezzanotte, dove inizia la Campania.Grotte stupende, spiagge incantevoli, l’isolotto di Santo Janni, un “intrigante” centro storico, un mare che da sempre è tra i più puliti d’Italia, un porto turistico e peschereccio ben attrezzato: tutto ciò è Maratea, un luogo che dista appena 30 chilometri dagli impianti sportivi del Monte Sirino, dove in alcune giornate di tardo autunno o inizio primavera nella stessa giornata si può sciare e tuffarsi nello splendido mare.
Piergiorgio Licordari
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